Diciamo innanzitutto che se non hai abilitato SSH questo metodo non si puo’ attuare. Se invece lo avessi abilitato come admin ti fa entrare e a questo punto basta dare questi comandi:
Eventualmente dai diverse volte lo stop.. a volte non sempre riesce a fermare il processo alla prima.. ho notato che se lo fai come dice qnap ovvero con il processo attivo a volte non riesce a fare il ‘mv’…
E’ una caratteristica che ormai è stata resa disponibile su tutti i modelli di NAS Qnap. Effettivamente, visto il proliferare di virus che crittografano i dati rendendoli di fatto irrecuperabili se non dietro compenso economico, tra l’altro, solitamente in bitcoin, l’uso delle snapshot è diventato comune. Il termine snapshot è autoespicativo, ma alcune caratteristiche magari non sono così evidenti. In buona sostanza uno snapshot è una fotografia di un DataVol (così vengono chiamati i volumi nei NAS Qnap) oppure di una cartella (Snapshots folder) – di questa particolare caratteristica ne parlo più avanti che ‘congela’ di fatto i dati in quel momento. Questa fotografia è realmente immutabile, non è possibile modificarla in quanto è un DataVol montato in sola lettura. Mi spiego con un esempio, anche se potrebbe essere ostico per chi non ha conoscenze del sistema operativo linux (eh già anche Qnap ha customizzato un linux come tanti altri…)
Qui sotto vedi i mountpoint della mai Qnap: puoi notare che Datavol1 (cachedev1) e DataVol2(cachedev2) sono montati in ‘read/write’ mentre le 7 snapshots (che qui le vedi come vg1-snap1000(0-7) sono montate in ‘read-only’ e come sai non c’è proprio il modo di scrivere su un volume montato in ‘read-only’ a meno di non smontarlo e rimontarlo in ‘read/write’.
Altra caratteristica interessante è lo spazio usato dalle snapshots. Qui vedi la mia Qnap che ha un pool di archiviazione di 5.44 TB e due DataVol: uno di sistema, dove vengono immagazinate le applicazioni e altri dati caratteristici del sistema operativo di Qnap e alcune cartelle per me importanti e dopo un secondo DataVol dove immagazzino dati che posso anche permettermi di perdere. Come puoi vedere sul DataVol1 ci sono 7 snapshot mentre sul DataVol2 non ho snapshot. Se leggi nel riquadro a destra noterai che, malgrado ho 7 snapshot sul DataVol1 e che il DataVol1 è pieno quasi all’80%, le 7 snapshots ‘pesano’ solamente 150GB. Le snapshot contengono solo i dati modificati oppure cancellati: sino a che tu scrivi nuovi dati sul tuo volume questi non vengono salvati sulle snapshot e il motivo è che… sono già sul tuo volume e non c’è bisogno di scriverle sullo snapshot.
Oltre a questo puoi configurare, nel momento che crei una share (cartella condivisa), configurarla come una ‘Snapshot folder’, anche se onestamente non vedo questa grande ultità, questa caratteristica potrebbe essere fruibile se hai in mente che spesso farai dei restore di snapshot. Con questo modo dovrebbero essere più veloci. In realtà il modo di funzionamento è che quando crei una Snapshot Folder il sistema crea un Datavol dedicato a questo folder in ‘thin mode’ in modo da ottimizzare lo spazio che sottrae al Pool principale. Onestamente, mi ripeto, se sei abituato a creare DataVol in ‘thin mode’ non vedo questa grande utilità. Forse Qnap voleva fare qualcosa per il suo sistema operativo QTS somigliante al QuTS Hero basato su ZFS? Anche sui forum si leggono perplessità per questa caratteristica.
VJBOD – E’ la possibilità di aumentare lo spazio del NAS connettendolo ad un’altro NAS – Sembra l’uovo di colombo, ma a volte si è in presenza di un NAS near-full e magari hai un’altro NAS in un’altra sede near-empty.. puoi connetterli assieme per scaricare il primo NAS. (fonte: https://www.youtube.com/watch?v=iEUJv-ke4dE https://www.youtube.com/watch?v=yNCqr5YlI8g )
MARS – E’ un’utility di backup che copia i dati da google foto (gia’ hai capito bene.. prima non si poteva fare) e li stora sul tuo nas.. e pensare che QNAP non la pubblicizza.. ovviamente gratuita con il NAS. (fonte: https://www.qnap.com/it-it/news/2022/la-miglior-soluzione-per-effettuare-il-backup-delle-foto-qnap-rilascia-la-soluzione-di-backup-di-google-foto-senza-limiti-di-capacit%C3%A0 )
Snapshot Vault/Replica – E’ la possibilità di copiare una snapshot effettuata dal un NAS Qnap verso un secondo NAS Qnap posto in un’altra locazione fisica. Mette il c..o a paratia (gergo militare) da errori umani e guasti e anche da virus. (fonte: https://www.qnap.com/en/how-to/tutorial/article/save-snapshots-to-other-qnap-nas-with-snapshot-replica)
Migrazione per guasto serio su un’altro NAS QNAP – In una vita puo’ capitare che un NAS smetta di funzionare per problemi non derivati da dischi o alimentatori, come ad esempio guasto sulla scheda madre e potrebbe essere conveniente acquistare un nuovo NAS.. con i QNAP è sufficiente migrare i dischi sul nuovo NAS QNAP e ripartire… puo’ sembrare una cosa da poco.. ma è una garanzia in ambiente industriale da non sottovalutare.. ( applicativo per migrazione https://www.qnap.com/it-it/nas-migration/ )
Boxafe – Backup di email e altro di Office 365 oppure Gmail Suite. Purtroppo a pagamento se su supera un cert numero di account. (fonte: https://www.youtube.com/watch?v=_TQQYVNFQUs )
Malware e Virus come evitare sorprese – Leggete questo articolo: https://www.qnap.com/solution/secure-storage/it-it/
A volte viene richiesta una funzionalità che l’agente non può restituirci. Ma possiamo aggirare il problema attraverso il parametro “UserParameter” dentro alla configurazione dell’agent posta in /etc/zabbix/zabbix_agentd.conf
Facciamo un esempio, se ti occorre sapere quanti file un sistema linux ha aperti puoi saperlo lanciando questo comando:
sysctl -e -n fs.file-nr|cut -f1
Otterrai un numero che sono appunto i file attualmente aperti dal tuo sistema. Però purtroppo l’agente non ha nel suo repertorio questa funzione, ma possiamo implementarcela da soli in questo modo:
Inserisci nel file di configurazione questo parametro:
Per controllare su un’installazione SAP i ‘shortdumps-count’ e ‘failed-jobs’ ho usato un plugin usato su Nagios/Centreon ma che si puo’ usare un po’ dove si vuole. Il file si chiama check_sap_health.tar.gz – Si compila normalmente con il configure seguito dai soliti make, solo che lavora con un modulo chiamato nwrfcsdk che occorre aver scaricato e scompattato in /usr/sap – Dopo basta solo lanciare: (da dentro la dir dove hai scompattato nwrfcsdk) :
A questo punto bisogna modificare il fiel sap.yml nella stessa directory e ovviamente configurarlo correttamente con i valori corretti di ‘application server name’,’system number’,’client username’,’client password’. Ora puoi fare ‘make test’ e poi ‘make install’
Adesso puoi provare a lanciare check_sap_health con tutti i parametri, ora funziona normalmente. Ora puoi via cron farti lanciare ogni 5 minuti il check_sap_health ed leggerti il file generato…
Per passare a QTS bisogna spegnere la macchina, rimuovere tutti i dischi e riaccenderla. La macchina al riavvio avra’ lo stesso IP che aveva in precedenza. Da li c’e’ un pulsantino per passare in QTS. Ovviamente tutti i dati sui dischi verrrano persi.
A volte è meglio modificare la configurazione di default puntando i domain controller del dominio, specialmente se si rilevano delle differenze tra l’ora di linux e l’ora del dominio. Questo si evidenzia controllando CHRONY con questo comando:
[root@pinolalavatrice ~]# chronyc tracking Reference ID : 00000000 () Stratum : 0 Ref time (UTC) : Thu Jan 01 00:00:00 1970 System time : 0.000000000 seconds slow of NTP time Last offset : +0.000000000 seconds RMS offset : 0.000000000 seconds Frequency : 19.406 ppm slow Residual freq : +0.000 ppm Skew : 0.000 ppm Root delay : 1.000000000 seconds Root dispersion : 1.000000000 seconds Update interval : 0.0 seconds Leap status : Not synchronised
Si possono modificare i server di riferimento editando il file /etc/chronyd.conf e modificare il parametro server.. i miei domain controller sono 192.168.12.31/32 e metti il rem sui vecchi server:
Ora se fai ripartire CHRONYD con il comando ‘service chronyd restart’ e ripeti il comando precedente dovresti vedere un output come questo:
[root@pinolalavatrice ~]# chronyc tracking Reference ID : C0A80C1F (192.168.12.31) Stratum : 4 Ref time (UTC) : Thu Dec 01 09:27:23 2022 System time : 0.000006584 seconds fast of NTP time Last offset : +0.000018689 seconds RMS offset : 0.000018689 seconds Frequency : 19.406 ppm slow Residual freq : +7.332 ppm Skew : 0.035 ppm Root delay : 0.011093942 seconds Root dispersion : 0.026704570 seconds Update interval : 2.0 seconds Leap status : Normal
Siamo diventati scemi in due prima di scoprire il problema.. di default oggi i bios inizializzano il PCI-E come generazione 2.. questa scheda è compatibile solo con la generazione 1. Quindi se non funziona bisogna impostare il BIOS in modo che nello slot dove hai installatola scheda sia GEN1. Negli HP è qui: Power Management Options -> Advanced Power Management Options -> PCI Express Generation 2.0 Support -> Force PCI-E Generation 1