Amplificatore valvolare SE

Leggendo varie discussioni sul suono degli amplificatori valvolari, dove si decantano i suoni prodotti dai tubi, mi sono deciso ad acquistarne uno. La scelta inizialmente era caduta su un Yaquin 100 (se non ricordo male il modello) versione verde e oro, colori che nonostante tutte mi sembrano i più appropriati per un ampli vintage. Dopo aver notato che il prezzo non era affatto basso, nonostante ci si possa rivolgere direttamente in Cina, ho deviato su un’altra strada: l’autocostruzione. Dunque dovevo approntare un ‘posticino tranquillo’ dove iniziare a lavoricchiare al mio progetto. Decisi che, il garage dove tengo la mia macchinino nelle fredde notti invernali, fosse il posto più corretto. Quindi il weekend successivo, iniziai a saggiare il posto, che nulla aveva di un laboratorio pseudo-elettronico. Ragni e altre bestioline avevano fatto del mio garage la loro casetta. Iniziai quindi a pulire, presto mi resi conto che una mano di bianco alle pareti, non sarebbe stata una cattiva idea.. quindi dopo aver pulito, tinteggiai i muri. Il weekend successivo, notai che non avevo ne strumenti, ne, molto più grave, un tabulo sul quale lavorare. Ho relativamente vicino a casa la Leroy Marlin, quindi, iniziai a spendere qualche quattrino per acquistare materiale per costruirmi il mio primo tavolo da lavoro. Purtroppo il garage ha un pavimento non perfettamente a piombo, quindi optai per installare delle robuste travi di legno che da terra arrivassero sino quasi al soffitto in modo che, dopo averle fissate al muro con dei fisher, avrebbero sopportato il peso del tavolo, che avrei fissato con delle squadrette ai montanti, senza colassare sotto il peso da sopportare.. inoltre con questa struttura, avrei avuto i montanti per installare delle comode mensole, per appoggiare i vari ammennicoli che mi sarebbero serviti in futuro. Così ho fatto, e dopo aver acquistato un bel po’ di attrezzi vari ho iniziato la ricorda dello schema. Intanto sapevo che qualsiasi scelta avessi fatto, sicuramente mi serviva un rettangolo di un materiale per fissare i componenti dell’amplificatore. Un mio conoscente, dopo aver spiegato cosa avevo in testa, mi ha regalato una piastra di alluminio 340 x 400 x 10 (già’ dieci millimetri di spessore).. a caval donato.. Intanto cercavo lo schema del mio ampli.. che doveva essere un single ended.. avevo letto che, malgrado la potenza ridicola, sono gli ampli che regalano maggiori emozioni all’ascolto. La scelta cadrà da li a poco, sullo schema di Mikael Abdallah, vuoi per la semplicità, vuoi per il fatto che si può fare tube-rolling di almeno 3 tipi di valvole senza modificare lo schema.. che vedete qui sotto:

Inoltre guardando meglio trovo che il trasformatore è facilmente reperibile da un famoso venditore (di cui si parla bene e male contemporaneamente in tutti i forum di autocostruzione). Bene..allora si inizia. Visto che il top (di alluminio) oramai è in mio possesso, la prima cosa da fare è pulirlo da tutta la sporcizia accumulata negli anni. Quindi lo pulisco con della carta a vetro nr.800 e successivamente cerco di lustrarlo con della lana di acciaio per mobilieri ‘0000’.. diciamo che, pur non essendo soddisfatto me lo faccio andar bene. L’alimentatore mostra un’induttanza di filtro della Hammond.. dato il notevole costo di questo componente, ho preferito sostituirlo con un componente molto più economico, d’altra parte la mia realizzazione deve regalarmi qualche ora di divertimento, senza alleggerirmi tropo il portafoglio. Comunque questa non è la sola modifica che ho apportato a questo schema, che vedremo in seguito, sottolineo che questo ampli deve essere Hi-Fun e non HiFi.. poi se suona anche bene, sarà gradito, però non voglio deviare da questa direttiva. E poi, tutti dicono che un Single Ended è quasi impossibile farlo suonare male.. vedremo.  Allego lo schema minimamente modificato per venire incontro alle mie ‘mattane’.. volevo avere la possibilità di modificare la corrente di riposo nel caso in cui avessi avuto i soldi per acquistare una coppia di KT88.. inoltre volevo provare sia il pseudo-triodo mode, l’ultralineare e il pentodo.. visto che li switch CK a 3 posizioni costano una fortuna.. ho complicato un pò il cablaggio. Ho modificato la posizione dello switch di stand-by.. consigliato da un veterano di autocostruzione. Nell’alimentatore ho preferito avere due condensatori da 350V l’uno che uno da 500V.. barattare la capacità con la tensione di lavoro se quest’ultima è alta, puo’ essere economicamente vantaggioso.

Qui sotto si nota il top, con le mascherine che simulano l’ingombro delle valvole e dei “ferri”. Ovviamente, dopo aver simulato gli ingombri ho fatto tutto il contrario. La lucidatura dell’alluminio, non è perfetta, ma non ho più voglia di lucidare con la carta abrasiva con acqua e sapone e paglietta da mobiliere ‘0000’

Dunque ora resta solo da acquistare le frese per forare il ‘top’ e installare gli zoccoli.. già’ bisogna prima acquistare gli zoccoli, e poi occorre avere bene chiaro che diametro occorre per la valvola con zoccolo nova e il diametro per le finali a zoccolo octal.. come avete capito, non mi sono mai cimentato nell’autocostruzione.. me che meno di un valvolare.. Cerco in rete e trovo che ci vogliono due frese rispettivamente da 22mm per la nova e un 26,5mm per le octal. Bene, vado sulla baia per acquistarle ma, con orrore scopro che per una fresa che mi copra entrambi i diametri occorrono circa 30 euro.. non si può e non si deve buttare così’ i soldi.. tra l’altro mi serviranno solo per 4 fori in tutto.. ma che.. scherziamo??? Allora cerco tra le mie conoscenze e trovo che ho un amico che può farmi avere un paio di punte di quel diametro.. però a questo punto occorre trovare un trapano a colonna.. io non ce l’ho di sicuro.. ne tanto meno mi viene la voglia di guardare quanto costa.. altr conoscenza.. ha un’officina con tutto il necessario.. quindi un sabato mattina si traccia e si fora..

Ora occorre iniziare la parte in legno.. anche qui, mai fatto nulla.. cerco in rete come pitturare il legno con la ceralacca oppure con l’impregnante color noce.. mi ingegno e faccio un telaio veramente bruttino, ma l’ho fatto io, quindi, nuovamente me lo faccio andare bene.

Ho tentato di colorarla con della ceralacca, trovata da un grosso vendor dei DIY, ma non veniva come avrei voluto, allora ho trovato la ceralacca in scaglie, ma non mi è piaciuta la resa, allora ho riprovato con l’impregnante color noce.. ora mi piace.. “ogni scarraffone e’ bello a mamma sua” e dopo 5 mani di ceralacca e 4 di impregnante viene fuori una cosa che non stai proprio male se la guardi. Qui c’e’ gia’ montato il pannello posteriore. Per forare il legno ed montare la piastra di alluminio da 2mm, ho lavorato con il trapano, lama da seghetto e cutter.. fortunatamente il legno usato è morbidissimo. Ovviamente non avevo nessuna fresa per effettuare a macchina l’incavo.. è stato un bel lavorone.. ma tanto è un hobby, no?

Dunque ora resta solo da acquistare le frese per forare il ‘top’ e installare gli zoccoli.. già’ bisogna prima acquistare gli zoccoli, e poi occorre avere bene chiaro che diametro occorre per la valvola con zoccolo nova e il diametro per le finali a zoccolo octal.. come avete capito, non mi sono mai cimentato nell’autocostruzione.. me che meno di un valvolare.. Cerco in rete e trovo che ci vogliono due frese rispettivamente da 22mm per la nova e un 26,5mm per le octal. Bene, vado sulla baia per acquistarle ma, con orrore scopro che per una fresa che mi copra entrambi i diametri occorrono circa 30 euro.. non si può e non si deve buttare così’ i soldi.. tra l’altro mi serviranno solo per 4 fori in tutto.. ma che.. scherziamo??? Allora cerco tra le mie conoscenze e trovo che ho un amico che può farmi avere un paio di punte di quel diametro.. però a questo punto occorre trovare un trapano a colonna.. io non ce l’ho di sicuro.. ne tanto meno mi viene la voglia di guardare quanto costa.. altr conoscenza.. ha un’officina con tutto il necessario.. quindi un sabato mattina si traccia e si fora..
Ora occorre iniziare la parte in legno.. anche qui, mai fatto nulla.. cerco in rete come pitturare il legno con la ceralacca oppure con l’impregnante color noce.. mi ingegno e faccio un telaio veramente bruttino, ma l’ho fatto io, quindi, nuovamente me lo faccio andare bene. dopo 5 mani di ceralacca e 4 di impregnante viene fuori una cosa che non stai proprio male se la guardi.

Ora possiamo iniziare il cablaggio dei componenti.. ho letto che i trasformatori è meglio metterli per ultimi visto il peso.. e così’ faccio.. inizio a pensare come fare, iniziano i dubbi e le incertezze.. ma dove monto le resistenze e i condensatori? Non ho le basette di bachelite.. certo che si possono comprare pero’.. meglio stare al risparmio.. così’ decido che dei morsetti mammut incollati su dei pezzi di legno a loro volta incollati sul top di alluminio potrebbero fare al mio caso.. inoltre si può fare in modo di far ‘girare’ un solid-core di rame spesso 2mm per avere un solido sostegno per un sacco di componenti.. così’ faccio questo ‘festone’ di rame..

Per il frontale ho pensato che dovrebbe essere più bello possibile, così mi guardo un bel po’ di fotografie su internet, per copiare di sana pianta un progetto che mi ispira.. vedo  che con pochi euro dalla Cina si possono acquistare degli strumentini che non sembrai tanto brutti e poi, dalla Cina??  A spedizione gratuita? Ma cerrrrto.. proviamo.. dopo 20 giorni circa arrivano tutti e tre.. eh già’ 2 milliamperometri e un voltmetro da 1000 volt di fondo scala.. ma voglio montarli che si veda solo la mezzaluna dove c’e’ la scala dello strumentino.. così’ penso e ripenso, ma non c’e’ una vera soluzione… poi, parlando con un mio conoscente, si offre per farmi fresare da una piastra da 10mm di spessore un foro non passare da 7mm grande come l’esterno dello strumentino e fresare la mezzaluna… ecco il frontalino appena arrivato dall’azienda che mi ha pantografato le scritte..

Ora viene il momento di provare la prima accensione.. è il 19 di ottobre.. sono passati 4 mesi da quando iniziai il progetto. Monto le valvole, e provo i filamenti senza dare alimentazione anodica.. prima provo ad alimentare a 125 volt.. non succede nulla di strano (ho trovato un trasformatore ‘di isolamento’ da 2KW con varie tensioni da entrambi i lati) provo a 160V.. tutto ok.. provo a tensione nominale.. stavolta i tubi prendono vita, e si accendono regolarmente..lascio acceso 30 secondi, poi spengo.. PS: Non sono matto.. i trasformatori sono ‘mummificati’ per non rigare le calotte quando lo capovolgo.

Ora la volta dell’anodica.. collego un paggio di diffusori Grundig.. sono 4 ohm, e io ho montato i morsetti solo sui fili dei trasformatore di uscita da 8 ohm.. tanto per sentire il motor-boating va bene.. sicuro un po’ di rumore lo fa lo stesso sia a 4 che a 8 ohm.. Prendo gli ingressi e li metto a massa con una resistenza da 220 ohm trovata sul banco.. metto in serie 3 resistenze da 220k in parallelo al primo condensatore di filtro.. così’ si scarica quando tolgo alimentazione.. Metto anche un voltmetro sull’anodica.. così’ vedo se qualcosa non va.. purtroppo ho solo un ICE Microtest 80.. ho il fondo scala della continua a 200V, pochi.. non fa nulla, in alternata arriva a 1000V certo che non sarà’ precisa, ma almeno vedo qualcosa che si muove.. Accendo.. vedo i tubi che si illuminano.. ma non sento nulla dai diffusori.. strano.. così’ poco rumore? I diffusori sono fasciati con della pellicola domopak.. in garage c’e’ umido.. boh.. tolgo la pellicola.. si sente appena appena un fruscio.. niente motorboating.. bene.. modifico una vecchia radiolina a pile, per farmi da iniettore di segnale.. collego e iniziano a parlare nei diffusori.. azz funziona.. quasi sono scontento.. funziona alla prima.. ma com’e’ sta cosa? Sto forse diventando vecchio?

E’ il 24 novembre del 2013, il mio amplificatore ha iniziato a funzionare. A parte qualche problema di connessioni massa-terra direi che non ho avuto nessun problema. Direi che sostanzialmente in assenza di segnale è abbastanza silenzioso, cosa che mi preoccupava abbastanza. Connesso alle mie JBL 4412 con efficienza di 90db suona abbastanza forte, ma la cosa carina è che quando si avvicina alla fine della potenza disponibile, non gracchia come i finali a transistor, ma senti dolcemente che non puoi tirare oltre. Il trasformatore di alimentazione non scalda, segno che non lo sto tirando “per il collo”. Ora occorrono un centinaio di ore di rodaggio per le valvole 6L6 per ottenere il massimo.. Allego una foto dell’apparato all’opera..

Ora siamo al 25 novembre 2013, la catena di amplificazione è stata modificata, ora è composta da un lettore cd da battaglia, un amplificatore NAD 3020 del quale uso solo la parte preamplificatrice, e tramite i connettori PRE-OUT ho connesso l’ampli valvolare. Stavolta il risultato si sente sul serio, non ho mai avuto questa percezione.. ascoltando vecchi cd dei quali conosco a memoria le tracce, vengono riprodotti con una chiarezza che non avevo mai ascoltato.. credo che si possa parlare di dettagli sonori che prima non erano ascoltabili. Nel cd Desire di Bob Dylan in Isis che si fa largo uso taburelli e un violino, c’e’ una resa che non saprei descrivere meglio che con la parola “microdettaglio”.. Questo ampli estrae dei suoni che, sebbene anche prima fossero presenti, non erano così reali.. per ora ho ascoltato solo un paio di orette, ma garantisco che, confrontato con il mio vecchio Denon, che mi sembrava che suonasse bene, sia proprio un’altra cosa.

Qui trovate un video dell’ampli: 
https://youtu.be/0pXAy02yq2Y

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